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    May 18

    "Perché?"

     
     
     
    E' giusto così... se prima lealmente non potevo, adesso posso
     
    e
     
    devo, perché non dimentico, purtroppo.
     
     
     
    May 11

    Forse mi trovo...

     
    Mi cerco nei tuoi occhi 
    perché alla fine è un gioco di specchi 
    perché alla fine è un gioco 
    che non mi va di perdere
     
    Mi cerco sulla tua pelle 
    che sai così bene che sei così bella 
    e allora mi cerco più a valle 
    sotto un respiro tiepido 

    Forse mi trovo 
    Forse non sono nemmeno lontano da me 
    Forse mi trovo 
    e mi trovo bene

    Forse ti trovo 
    per non cercarmi mai più 
    mai più
     
    Pensami alle dieci 
    pensami forte con la tua mano 
    anche se sto lontano 
    cercati un poco pure tu 

    Mi cerco mentre dormi 
    fra l'aria che muovi e quella che fermi 
    un metro fuori dai sogni 
    che quelli almeno sono tuoi

    Forse mi trovo 
    Forse non sono nemmeno lontano da me 
    Forse mi trovo 
    e mi trovo bene
     
    Forse ti trovo 
    per non cercarmi mai più 
    mai più

    Forse mi trovo 
    Forse non sono nemmeno lontano da me 
    Forse mi trovo 
    e mi trovo bene

    Forse ti trovo 
    per non cercarmi mai più 
    mai più... 

     
        
      
    April 15

    *__*

     
    E si svegliò 
    di un soffio impercettibile
    che appena appena
    se ne accorse il cuore;
    e vide il mondo,
    fino allora incomprensibile,
    avere finalmente un senso
    nelle tue parole...

    E si inventò la forza
    di venirti a prendere
    e reggerti ubriaco
    sulle scale:
    la tenerezza
    di vederti piangere,
    stringendoti
    per farti addormentare...

    Che pensarlo al di fuori di no
    i
    non è possibile
    per come l’hai voluto tu
    e lo difendo io

    l’amore mio.

    Sono stata in ansia
    per i tuoi ritorni,
    viva nell’illuminarsi
    dei tuoi giorni,
    mi ha colpita la felicità
    come un addio,
    amore mio

    Io dormivo sotto la tua mano
    e il tempo
    mi ha portato via qualcosa
    qui da dentro,
    come un piccolo ricordo
    di quand’era mio
    l’amore mio...

    Sei così sempre tu
    da togliermi il respiro,
    e solo i sogni tuoi
    son quelli buoni:
    gli altri, i piccoli, i miei,
    quelli che vivo, 
    son biglietti persi
    nei tuoi pantaloni; 
    chiudo gli occhi al riparo da te, 
    rincorro il tempo e scrivo; 
    e nonostante te
    lo sento vivo

    l'amore mio. 

    Ma non posso naufragare
    nelle tue maree, 
    come una parola
    dentro le tue idee, 
    questa notte è lunga, aiutami, 
    ci sono anch'io... 
    amore mio

    Non so vivere, non voglio, 
    senza ricordare; 
    non so correre e nemmeno
    forse camminare, 
    ma ho bisogno di trovarlo adesso
    un posto mio, 
    il posto mio... 

    Farà male, dovrai scegliere, 
    dovrai sparire, 
    insultarmi o consolarmi, 
    prima di capire
    che non sei soltanto tu, 
    ma sono anch'io

    l'amore mio... 

    amore mio
     
     
     
           
      
    April 06

    Prendendosi in giro ancora un pò

     

    Won't somebody come along
    And teach me how to keep it alive?
    To survive

    Come along and show me something
    That I never knew in your eyes
    Take away the tournicate

    I used to be so full of my confidence,
    I used to know just what I wanted and just where to go
    More than ever I could use a coincidence,
    But now I walk alone and talk about it when I know

    Hey, oh yeah, how long?
    I guess I ought to walk away,
    Hey, oh yeah, so long...
    What you gonna do today?

    I don't wanna have to, but I will,
    If that's what I'm supposed to do
    We don't wanna set up for the kill,
    But that's what I'm about to do

    Let it on, I'll cut you off when you're screaming into the phone
    Hard to own.
    Anyway, I wanna let you know that everything is on hold
    What you gonna do to me?

    You used to be so warm and affectionate
    All the little things I used to hear my fairy say,
    But now you're quick to get into your regret
    I'll take the fall and now you got to give it all away

    Hey, oh yeah, how long?
    I guess I ought to walk away,
    Hey, oh yeah, so long...
    What you gonna do today?

    I don't wanna have to, but I will,
    If that's what I'm supposed to do
    We don't wanna set up for the kill,
    But that's what I'm about to do

    Hey, what would you say if I stayed?
    Stayed for a while, if I may
    Say it again and I'll come around,
    But not for the last time...
    Hey, what would you say if I changed?
    I'll change everything but my name
    Play it again and I'll come around,
    But not for the last time

    You used to be so warm and affectionate;
    I used to know just what I wanted and just where to go
    And now you're quick to get into your regret;
    And now I walk alone and talk about it when I know...

    Hey, oh yeah, how long?
    I guess you gotta walk away;
    Hey, oh yeah, so long...
    What you gonna do today?

    Hey, oh yeah, how long?
    I guess you gotta get away;
    Hey, oh yeah, so long...
    What you gonna do today?

     

     

      
      
    March 11

    ... chiudila tu.

     
     
     
     

     

     

     

    … e mi attacco alle stelle

    ché altrimenti si cade 
    e poi alzo il volume di questo silenzio che fa stare bene

     

    E mi attacco alle stelle, tiro un pò a indovinare 
    mi predico un presente

     in cui non c'è niente

     se non respirare 


    E se proprio sei quella

     fatti almeno guardare 
    NON SAI QUANTO CI MANCHI

     NON TORNANO I CONTI A DOVERTI TROVARE...

     

     

     

     
     
     
     
         
      
     
    March 07

    Uff...

     

    Ora che mi sento bene

    spengo la luce
    Spero di riuscire a dimostrare

    che...

    così va bene...

     

     

    My Unsaid Everything

     

     

    February 18

    Facebook e YouTube a rischio chiusura?

     

    Lo scorso 5 febbraio il senatore della Repubblica Gianpiero D'Alia presenta un emendamento al decreto sicurezza, successivamente approvato, denominato "Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet" (riporto il testo per completezza, ma potete anche non leggerlo Linguaccia).

    Modifica n. 50.0.100 al DDL n. 733

      Art. 50-bis

    (Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)

            1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

            2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

            3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento.

            4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell'interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

            5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".».

     

    La norma, in caso di uno dei contenuti incriminati, potrebbe prevedere l'oscuramento di portali come YouTube o Facebook da parte delle aziende telefoniche che forniscono il servizio di connessione. Il provvedimento, nato sull'onda dell'eco dei gruppi di Facebook a favore di Riina o degli stupri, ha fatto storcere il naso a molti. Sotto accusa infatti è la scarsa conoscenza delle dinamiche e al funzionamento della rete da parte della classe politica, oltre a quello che sembra un pesante attacco alla libertà d'espressione. Da un lato viene investito dell'obbligo di controllare i contenuti in rete il provider che fornisce la connessione alla rete (che in questo caso è l'ultimo che andrebbe chiamato in causa), dall'altra si dà al governo un potere d'intervento che spetterebbe alla magistratura. Quello che si dice è che l'apologia di reato esiste già e se io apro un gruppo su Facebook per incitare un reato posso venire perseguito già ora dalla magistratura. Questo emendamento, però, potrebbe permettere al governo di oscurare tutta la piattaforma che ospita il mio gruppo, prima ancora che ci sia una sentenza da parte del tribunale.

    Qualche giorno dopo la presentazione dell'emendamento, il giornalista de L'Espresso Alessandro Gilioli ha intervistato telefonicamente il senatore D'Alia per accertarsi della reale volontà del legislatore, pubblicando l'intervista sul suo blog.  Eccola: 
     

         


    La notizia fa presto il giro della rete e le risposte di D'Alia provocano una serie di reazioni sui siti web e sui blog. Elvira Berlingieri su Apogeonline analizza il decreto da un punto di vista giuridico:

    Sen. Gianpiero D’Alia, al minuto 1′30″: «Poichè non vi è alcuno strumento nell’ordinamento che consente intervento immediato, qualora ovviamente si ravvisi un’ipotesi di reato, cioè qualora la magistratura stia indagando, [...] il ministro dell’Interno interviene con uno strumento di natura squisitamente cautelare che serve a evitare che vi sia una moltiplicazione di questi siti o di queste manifestazioni illecite sulla rete.»

    FACT CHECK: Il nostro ordinamento dispone già di questi strumenti: ne dispongono sia quello nazionale (la polizia postale già opera attivamente su questo fronte e gli interventi di urgenza sono comunque ammessi anche in virtù del decreto legislativo 70/03, attuazione della direttiva comunitaria sul commercio elettronico 2000/31 CE), sia quello internazionale, a livello di cooperazione penale. Anche qualora il sito che ospita contenuti illegittimi non si trovi fisicamente in Italia, la giurisdizione del nostro paese esiste se il comportamento illecito spiega i propri effetti anche in territorio nazionale. È possibile emettere ordini transfrontalieri diretti ai gestori dei siti imponendo loro di eliminare un contenuto dai server di proprietà. L’oscuramento tramite Dns contemplato invece dal 50-bis, del resto, non si rivolge ai gestori dei siti bensì ai provider, con l’effetto di impedire il traffico nazionale verso il sito che si ritiene ospiti il contenuto illegittimo, mentre lascia che tale contenuto continui a sopravvivere nel sito di origine. Non solo: impedendo l’utilizzazione del servizio a tutti gli utenti italiani lo si impedisce automaticamente anche all’autore del reato con possibili conseguenze per la raccolta dei file di log a fini probatori. Considerando, inoltre, che nel nostro ordinamento vige la separazione dei poteri e che la magistratura già dispone di tutti gli strumenti adatti per potere intervenire, rimane ancora dubbia la necessità di prevedere l’intervento del governo nei confronti dei provider.


    Sen. Gianpiero D’Alia, al minuto 2′57″: «Se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito è giusto che il sito venga oscurato. Il ministero diffida il gestore. Il gestore poi ha due possibilità: o ottemperare, e quindi cancellare diciamo dal sito i gruppi, oppure non ottemperare. Se non ottempera si rende complice di chi inneggia a Provenzano e Riina e quindi è giusto che venga oscurato.»

    FACT CHECK: La procedura puntualizzata in questa occasione, e cioè la preventiva interlocuzione con i gestori dei siti, non è contemplata dalla lettera della norma. E comunque non introduce a sua volta niente di nuovo nel nostro ordinamento, poiché i fornitori di servizi su web (come appunto Facebook) sono già soggetti all’autorità della magistratura italiana e in particolare, fermo restando l’assenza di un loro obbligo di controllo su tutti i contenuti ospitati sui loro server, possono essere imputabili di concorso con l’autore del reato se non si attivano entro i tempi indicati dal magistrato per rimuovere o eseguire l’ordine che viene loro imposto. Un grosso problema non considerato è, tra l’altro, il tempo di ripristino del servizio e come possano chiedere i gestori dei siti un eventuale risarcimento dei danni per interruzione del servizio qualora si dimostrasse un errore giudiziario (sempre se possiamo chiamarlo così dato che l’inibizione all’accesso presso i servizi oscurati sarà effettuato dal ministero dell’Interno). Resta da chiarire a chi spettano le eventuali responsabilità risarcitorie.


    Sen. Gianpiero D’Alia, al minuto 3′42″: «Le faccio un esempio: se su YouTube esce un video [...] in cui quattro ragazzi picchiano un loro coetaneo disabile - peraltro in questo caso siamo in presenza della rappresentazione di un reato, non è che siamo in presenza di un’apologia [...] - è giusto che un sito lo mantenga? Io credo di no».

    FACT CHECK: La magistratura, che è anche nel caso dell’art. 50-bis è l’organo di impulso per la rimozione dei contenuti illeciti, ha già adesso tutti i poteri per chiederne la rimozione senza che sia necessario l’intervento del ministero. Inoltre si continua a parlare dei fornitori di servizi e non dei fornitori di connettività. Peraltro, nel caso di Google Video (che il senatore attribuisce erroneamente a YouTube), il contenuto incriminato è stato eliminato non appena la segnalazione è arrivata. Dal momento in cui la legge (parliamo sempre del decreto legislativo 70/03) non ritiene imputabile il provider di servizi per omissione di controllo su tutti i contenuti che esso ospita, a meno che si rifiuti di ottemperare alla richiesta di un magistrato in considerazione dell’ampiezza di comunità come Facebook, l’interruzione di servizio prevista dall’articolo 50-bis sembra costituire una sorta di punizione indiretta e ulteriore nei loro confronti. Ciò perché, caricando un soggetto diverso dal provider di servizi e dall’autore del reato di responsabilità, e cioè il fornitore di connettività, la procedura dell’art. 50-bis finisce per diventare una pena accessoria verso il fornitore di servizi che, in caso di mancata ottemperanza all’ordine della magistratura, è soggetto alle responsabilità che già sappiamo, e in più rischia un pesante danno alla sua attività economica perché viene sospeso l’accesso al servizio da parte di una intera nazione.


    Sen. Gianpiero D’Alia, al minuto 4′48″: «I commenti a un blog non è che sono diversi. Se io in un commento dico che le Brigate Rosse hanno fatto bene a uccidere Moro, questa si chiama apologia di reato. Che io lo faccia sul blog, o lo faccia con un telegramma, lo faccia con un bigliettino o lo faccia con un comunicato stampa non cambia, sempre di reato si tratta. E va perseguito. Va perseguito colui il quale se ne fa complice pubblicando queste porcherie.»

    FACT CHECK: Tralasciando il discorso già fatto sulla pluralità di forme che possono avere i contenuti nel web contemporaneo e soffermandoci sulla sola ipotesi del blog tradizionale, che sembra essere l’unica considerata dal senatore, è pacifico nel nostro ordinamento che l’autore del blog possa essere chiamato in concorso con l’autore del commento per il reato commesso dal commentatore, a patto che il reato venga accertato e sussistano i requisiti dell’articolo 110 del codice penale. Anche in questi casi, peraltro da tempo noti al nostro ordinamento, non vi è motivo di ritenere che l’intervento della magistratura abbia bisogno dell’ausilio del ministero dell’Interno. Tutte le dichiarazioni di principio fatte dal senatore sono condivisibili, ma sembrano già essere confortate da adeguati strumenti già presenti nel nostro ordinamento e, soprattutto, la pericolosità sociale dei reati individuati dall’articolo 50-bis sembra sproporzionata agli effetti che la norma potrebbe perseguire.

     

     

     Vittorio Zambardino, direttore di Kataweb, riporta le reazioni di Facebook ("sarebbe come chiudere tutta la rete ferroviaria per un graffito sconveniente in una stazione"). Anche gli esperti del web italiani restano abbastanza sconcertati: i Maestrini per caso (Luca Vanzella e Mafe de Baggis) si augurano, se il decreto diventasse realtà, almeno un aumento della consapevolezza da parte degli utenti. Marco Montemagno si dice indignato per la poca conoscenza delle dinamiche della rete da parte della classe politica italiana. E se n'è parlato anche sul blog di Antonio Di Pietro con un post dal titolo "Internet in Italia: come Cina e Birmania". 

    Anche Youtube e Facebook si sono fatti sentire. Per la piattaforma di video sharing, ha risposto Marco Pancini, responsabile per le relazioni istituzionali di Google in Italia, intervistato da Vittorio Zambardino. La reazione del celebre sito di social networking è presente in un articolo del sito Bloomberg.com, intitolato "Facebook dice che il piano dell'Italia per bloccare i contenuti web è andato troppo in là".  E non se n'è parlato infatti soltanto in Italia. Tant'è che The Business Insider ha pubblicato al fatto un agguerrito articolo intitolato "L'italia prende in considerazione di bandire a livello nazionale Facebook e Youtube pianificando un ritorno al Medioevo".  

    Ovviamente il senatore D'Alia ha risposto alle polemiche con una lettera pubblicata proprio da Vittorio Zambardino, in cui si legge che "si tratta di uno strumento operativo non generalizzato, che vuole colpire le singole condotte illecite e non certo cancellare dalla rete Facebook o YouTube". Ma la polemica non si placa, tanto che il collega di D'Alia, il deputato del PDL Roberto Cassinelli decide di intervenire con un emendamento che annulli o attenui quello di D'Alia. Il secondo però è già approvato al senato, mentre quello di Cassinelli deve ancora passare il vaglio della camera:

    La proposta Cassinelli: decide il giudice, non il governo. La pagina la cancella l’autore del reato o il proprietario della piattaforma

    Così dal comunicato: il nuovo testo è stato scritto insieme a giuristi e tecnici esperti della materia, e mira a correggere i troppi errori pratici contenuti nell’articolo 50”. L’emendamento Cassinelli prevede che sia l’autorità giudiziaria (e non più il Ministro dell’interno) a disporre la rimozione (e non più l’oscuramento) del contenuto incriminato. Rimozione a cui deve provvedere l’autore del reato o, in seconda battuta, il fornitore del servizio di hosting ma, come è scritto a chiare lettere, solo quando vi sia “la possibilità tecnica di procedervi senza pregiudizio per l’accessibilità a contenuti estranei al procedimento”. Non sarà possibile, quindi, mettere in atto un “filtraggio” (termine utilizzato nel testo del senatore D’Alia) di un intero sito pur di impedire l’accessibilità ad un contenuto illegale, anche se isolato. E, soprattutto, non saranno più gli ISP (ovvero i fornitori di connettività internet) a dovere provvedere all’oscuramento


    Cosa succederà? Staremo a vedere... ho integrato e riassunto alcuni articoli diversi, per permettere a tutti di comprendere bene la questione e di farsi liberamente una propria idea. Animoticon

     

    Via | Sky.it 

    February 15

    In Between

     
    Let me apologize to begin with
    Let me apologize for what I'm about to say

    But trying to be genuine was harder than it seemed
    But somehow I got caught up in between

    Let me apologize to begin with
    Let me apologize for what I'm about to say

    But trying to be someone else was harder than it seemed
    And somehow I got caught up in between


    Between my pride and my promise
    Between my lies and how the truth gets in the way

    And things I want to say to you get lost before they come
    The only thing that's worse than one is none


    Let me apologize to begin with
    Let me apologize for what I'm about to say

    But trying to regain your trust was harder than it seemed
    But somehow I got caught up in between


    Between my pride and my promise
    Between my lies and how the truth gets in the way

    The things I want to say to you get lost before they come
    The only thing that's worse than one is none
    The only thing that's worse than one is none


    And I cannot explain to you
    And anything I say or do or plan

    Fear is not afraid of you
    But guilt's a language you can understand

    I cannot explain to you
    And anything I say or do
    I hope the actions speak the words they can


    For my pride and my promise
    For my lies and how the truth gets in the way

    The things I want to say to you get lost before they come
    The only thing that's worse is

    Pride and my promise
    Between my lies and how the truth gets in the way

    The things I want to say to you get lost before they come
    The only thing that's worse than one is none
    The only thing that's worse than one is none
    The only thing that's worse than one is none
     
     
     
      
      
    January 25

    ...

                   Di solito - disse - il porch, o "veranda", è collocato sulla parete frontale della casa. È costituito da una tettoia di profondità variabile - ma di rado superiore ai quattro metri - che poggia su una serie di montanti e copre un assito la cui sopraelevazione rispetto al suolo oscilla generalmente tra i venti centimetri e il metro e mezzo. Una ringhiera e i necessari gradini di accesso ne completano il profilo. Da un punto vista puramente architettonico, il porch rappresenta uno sviluppo abbastanza elementare dell'idea classica di facciata, espressione di una povertà abbiente, e di un lusso rudimentale, primitivo. Da un punto di vista psicologico, se non morale, si tratta invece di un fenomeno che mi fa sbiellare e che risulta, a un'attenta analisi, commovente, ma anche ripugnante e, in definitiva, epifanico. Da epipháneia, greco: rivelazione.

                   L'anomalia del porch è evidentemente quella di essere, al contempo, un luogo dentro e un luogo fuori. In certo modo, esso rappresenta una soglia prolungata, in cui la casa non è più, e tuttavia ancora non si è estinta nella minaccia del fuori. È una zona franca in cui l'idea di luogo protetto, che ogni casa sta lì a testimoniare e realizzare, si sporge oltre la propria definizione, e si ripropone, quasi indifesa, come per una postuma resistenza alle pretese dell'aperto. In questo senso esso sembrerebbe luogo debole per eccellenza, mondo in bilico, idea in esilio. E non è escluso che proprio questa sua identità debole concorra al suo fascino, essendo incline, l'uomo, ad amare i luoghi che sembrano incarnare la propria precarietà, il proprio essere creatura allo scoperto, e di confine. In privato, il prof. Bandini riassumeva questo suo ragionamento con un'espressione che riteneva imprudente usare in pubblico, ma che considerava felicemente sintetica. "Gli uomini hanno case: ma sono verande". Una volta aveva provato ad enunciarla alla moglie, e la moglie aveva riso fino a starne male. La cosa l'aveva piuttosto colpito.  In seguito la moglie l'aveva lasciato per andare a vivere con una traduttrice di ventidue anni più vecchia di lei.

                  Lui pensava, davvero, che gli uomini stanno sulla veranda della propria vita (esuli quindi da se stessi) e che questo è l'unico modo possibile, per loro, di difendere la propria vita dal mondo, giacché se solo si azzardassero a rientrare in casa (e ad essere se stessi, dunque) immediatamente quella casa regredirebbe a fragile rifugio nel mare del nulla, destinata ad essere spazzata via dall'ondata dell'Aperto, e il rifugio si tramuterebbe in trappola mortale, ragione per cui la gente si affretta a riuscire sulla veranda (e dunque da se stessa), riprendendo posizione là dove solo le è dato di arrestare l'invasione del mondo, salvando quanto meno l'idea di una propria casa, pur nella rassegnazione di sapere, quella casa, inabitabile. Abbiamo case, ma siamo verande, pensava. Guardava gli uomini e nelle loro commoventi menzogne sentiva lo scricchiolio della sedia a dondolo sulle assi impolverate del porch; ed erano, per lui, buffi fucili carichi le impennate di orgoglio e di penosa autoaffermazione in cui vedeva, negli altri e in se stesso, occultare il verdetto di un esilio perenne. Era una faccenda tristissima, a ben pensarci, ma anche commovente perché, alla fine, il prof. Bandini sapeva di provare affetto per sé e per tutti gli altri, e compassione per tutte le verande da cui si vedeva circondato.
    C'era qualcosa di infinitamente dignitoso in quell'indugiare eterno davanti alla soglia di casa, un passo prima di se stessi. 

                 Le notti in cui si alza il vento feroce della verità, la mattina dopo sei costretto a riparare la tettoia delle tue menzogne, con pazienza inossidabile, ma quando il mio amore tornerà sarà di nuovo tutto a posto, guarderemo il tramonto insieme bevendo acqua colorata o quando qualcuno, sfinito, ti chiedeva di sederti davanti a lui e ti apriva la sua mente, tirando fuori tutto, davvero tutto, e perfino lì quello che capivi è che eravate seduti sulla sua veranda, ma in casa non ti aveva fatto entrare, in casa non ci entrava da anni, ormai, e questa era la paradossale ragione per cui era sfinito, lui, lì, davanti a te.

                Quelle sere in cui l'aria è fredda e il mondo sembra essersi assentato, d'improvviso ti senti comico, lì, sulla veranda, a fare la guardia contro nessun nemico, ed è una stanchezza che ti morde, e l'umiliazione di sentirti così inutilmente ridicolo, alla fine ti alzi e rientri a casa, dopo anni di menzogne, di simulazioni, rientri a casa sapendo che magari nemmeno ti riuscirà di orientarti, là dentro, come se fosse la casa di un altro e invece era la tua, lo è ancora, apri la porta ed entri, curiosa felicità che non ricordavi, casa tua, dio che meraviglia, che grembo, questo tepore, la pace, me stesso, alla fine, non uscirò mai più da qui, poso il fucile nell'angolo e imparo di nuovo la forma degli oggetti e le figure dello spazio, mi riabituo alla geografia dimenticata della verità, imparerò a muovermi senza rompere niente, quando qualcuno busserà alla porta la aprirò, quando sarà estate spalancherò le finestre, sarò in questa casa fino a quando sarò, MA

                      MA se tu aspetti, e da fuori guardi quella casa, potrà passare un'ora o una giornata intera,
    MA alla fine tu vedrai la porta aprirsi, senza sapere né poter capire, mai, cosa può essere successo là dentro, vedrai la porta aprirsi e lentamente quell'uomo, uscire, invisibilmente spinto fuori da qualcosa che non potrai mai sapere, MA certo deve avere a che fare con qualche vertiginosa paura, o incapacità, o condanna, tanto spietata da spingere quell'uomo fuori, sulla sua veranda, il fucile in
    mano, io adoro

                 io adoro quell'istante, diceva il prof. Bandini, l'istante preciso in cui lui ancora fa un passo, con il fucile in mano, guarda il mondo davanti, sente l'aria pungente addosso, si alza il bavero della giacca, e poi, meraviglia, torna a sedersi sulla sua sedia e appoggiando la schiena la rimette in movimento, dondolio mite che si era addormentato, rassicurante rollio della menzogna, adesso culla la serenità di nuovo ritrovata, la pace dei vili, l'unica che ci spetti, passa la gente e saluta, Ehi Jack, dov'eri finito? Niente, niente, sono qua adesso, In gamba Jack, una mano accarezza il calcio del fucile, lui guarda lontano, stringendo un po' gli occhi, quanta luce, mondo di quanta luce hai bisogno, a me bastava una fiamma da nulla, là dentro, quando?, non ricordo quando, ma era un posto a cui ho detto addio, e poi più niente, non ne parlerà mai più, per sempre a dondolare sulla sua veranda di legno e vernice

                se ci pensi, pensa le case vuote, a centinaia, dietro la faccia della gente, alle spalle di ogni veranda, migliaia di case perfettamente in ordine, e vuote, pensa l'aria, lì dentro, i colori, gli oggetti, la luce che cambia, tutto che accade per nessuno, luoghi orfani, loro che sarebbero I LUOGHI, gli unici veri, ma quella curiosa urbanistica del destino li ha immaginati come tarlature del mondo,
    incavi abbandonati sotto la superficie della coscienza, se ci pensi, che mistero, che ne è di loro, dei luoghi veri, del mio luogo vero, dove sono finito io mentre ero qui a difendermi, non ti succede mai di chiedertelo?, chissà come sto, IO?, mentre sei lì a dondolare, a riparare pezzi di tetto, a lucidare il tuo fucile, a salutare quelli che passano, di colpo, ti viene in mente quella domanda, chissà come sto, IO?, vorrei sapere solo questo, come sto, IO? Qualcuno sa se sono buono, o vecchio, qualcuno sa se sono VIVO?

     

      A.B.


    January 05

    Questa va meglio...

     
    Occhi dentro occhi
     e prova a dirmi se
    un po' mi riconosci
    o in fondo un altro c'è
    sulla faccia mia
    che non pensi possa assomigliarmi un po'...

    Mani dentro mani
    e prova a stringere
    tutto quello che non trovi
    negli altri ma in me
    quasi per magia
    sembra riaffiorare tra le dita mie

    Potessi
    trattenere il fiato prima di parlare
    Avessi
    le parole quelle giuste per poterti raccontare
    qualcosa che di me
     poi non somigli a te

    Potessi
    trattenere il fiato prima di pensare
    Avessi
    le parole quelle grandi
    per poterti circondare
    e quello che di me
    bellezza in fondo poi non è...

    Bocca dentro bocca
     e non chiederti perchè
    tutto poi ritorna
    in quel posto che non c'è
    dove per magia
    tu respiri dalla stessa pancia mia

    Potresti
     raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni,
    avresti
    la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
    Quel posto che non c'è
    ha ingoiato tutti tranne me

    Dovresti
    disegnarmi un volto nuovo ed occhi per guardarmi,
    avresti
    la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
    in quel posto che non c'è
    hai mandato solo me
    solo me... solo me... solo me...
     solo me... 

     

         
     

     


    December 09

    E non sono parole a caso...

     
    "Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi l'attraversiamo con l'unico desiderio di ritornare all'inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell'inferno, ci ha salvato.
    Provò a chiedersi da dove venisse quell'assurda fedeltà all'orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più di forte di quell'istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell'istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d'improvviso clemente. E senza sangue."
     
    A.B.
    November 26

    Massimilianoooooo....

    Il mitico Troisi in una scena che mi perseguita da quando ero bambino.... Linguaccia
     
     
      
    November 23

    Le lacrime di Nemo, l'esplosione, la fine...

     
     
    Chiaro di luna scendi in fondo al mare
    e arriva dove il vento non può arrivare
    e trova le parole per calmare
    quest'acqua che si mescola col sale
    quest'onda sulla riva delle ciglia
    che un po' t'incanta e un po' ti meraviglia
    che un po' t'incanta e un po' ti meraviglia
     
    Fiore di scienza e libero pensiero
    ancora senza nave e vela senza veliero
    bottiglia mezza vuota e mezza piena
    e pesci e luci e canto di balena
    Chiaro di luna segnami il futuro
    e mescola l'idrogeno e il carburo
    e mescola l'idrogeno e il carburo
    E passo dopo passo piano piano
    illumina i miei passi con i tuoi
    che ogni passo avanti è un passo in meno
    e meno ossigeno nei serbatoi

    illumina le torri medievali
    e i falchi e il tempo e i sogni e gli ideali
    e le città sconfitte in fondo al fumo
    e il sangue e l'innocenza di nessuno
    il sangue e l'innocenza di nessuno
     
     
     
     
     
          
    November 16

    Lettera a G.

    Bello Sorriso
    nessun'altra parola potrebbe descrivere più semplicemente e "ingenuamente" quello che mi è successo oggi.
    Scavando un pò nel nel mio secondo hard disk (che come potete immaginare è stracolmo di roba di ogni genere) ho trovato un bell'archivio compresso, in cui c'era di tutto, col suo nome. Me ne ero dimenticato onestamente... forse perchè lei è stata sempre presente nei miei pensieri in questo anno, ma mano mano più sporadicamente. E, beh... la sensazione è stata un pò quella che hai quando trovi un vecchia foto, una cartolina di un vecchio amico ormai lontano... un sorriso misto a nostalgia o comunque a un briciolo di tristezza per qualcosa di bello che ormai non c'è più. 
    E qui sta tutta la mia sorpesa... e il bello. Spontaneamente, e dopo molto tempo, mi trovo a ripensare a quel periodo, in cui lei è stato il mio sole (prima) e il buio più totale (poi), con un sorriso sulle labbra. Un pizzico di nostalgia al massimo... ma la nostalgia nasce sempre solo e soltanto se viene a mancare qualcosa che per te era bello.
    Tutto questo giro di parole per dire che... mi sono reso conto di avere un bel ricordo, finalmente e inaspettatamente, di lei.
    Ora ci penso e.... mi ricordo di quanto ci siamo voluti bene... di quanto ci siamo aiutati a vicenda, di quanto ci siamo preoccupati l'uno per l'altro, di quanto abbiamo condiviso, di tutte le chiacchierate, le battute, le uscite insieme... di quanto di massimamente stupendo c'è stato... almeno per un pò....
    Un'esperienza che, per quello che rappresentava ed effettivamente ha rappresentato per me, rimarrà unica e irripetibile. Perchè quanto di stupendo e forse più bello è nato dopo, è in ogni caso diverso. E perchè mi è servita comunque a crescere, mi è servita tantissimo. E solo per questo, forse, potrei affermare che... se tornassi indietro non mi comporterei diversamente...
    E così, oggi mi rendo conto che, finalmente, posso archiviare per sempre questa storia.... ora che vedo tutto con obbiettività, ora che non c'è più rabbia, nè odio, nè tristezza, nè invidia, nè rancore, nè rimpianto. Ora che è tutto solo ricordo.
    Che conquista, eh? Beh... un peso in meno sicuramente, visto che già ne porto tanti.... e presto ne porterò altri... perchè quest'anno che verrà sarà un anno di cambiamenti, ne sono sicuro. E non sempre i cambiamenti sono indolori... ma, come si dice.... questa è un'altra storia....
     
    P.s. Non c'entrano, lo so... ma se potessi, e in fondo sul mio blog posso, te li dedicherei... da una canzone che mi mandasti tu, e che ho ritrovato oggi...
     
    [...] se ti scrivo solo adesso è che sono io così
    è che arrivo spesso tardi,
    quando sono già ricordi, che hanno preso casa qui.
    Non è vero ciò che ho detto: qua c'è tutto, a dire che ci sei
    fai buon viaggio [...]
    September 16

    10 anni "together"

    ... scusate l'intervento che potrebbe sembrare un pò "gaio"! Linguaccia
     
     

    La scritta sul nostro banco del liceo! :D 

     
     
    Ma un'amicizia che dura praticamente da metà di una vita non è cosa da poco! Sorriso
     
     
     
         
     

    June 29

    ahahahah!!!!! :D

    Ok... oggi per caso ho sentito sta canzone.... e dovevo pubblicarla.... ahahahahahahaa!!!! A bocca aperta A bocca aperta Animoticon Linguaccia Animoticon
     
     
     
     
    Tu sei la star della nostalgia
    io ho l'aria di chi parla senza troppi argomenti
    ma ti giuro non è colpa mia
    se il tempo ci ha travolti senza complimenti

    E non ci credo se mi dici che
    cerchi nei giornali ciò che accade nel mondo
    tu sei nata per pensare a te
    o al massimo alle scarpe per camminare in tondo

    e vai con le banalità
    i conti che non tornano
    il tempo non si ferma
    ma in fondo che importanza ha
    dire cose giuste in ogni circostanza

    ahi Messalina
    come dimentichi in fretta
    eppure io pensavo che tu
    avessi in serbo qualche mossa in più

    Cerco rifugio nei tuoi occhi ma
    sei luce di una lampada che svanisce in fretta
    ma che bella la tua ingenuità
    così ben costruita da sembrare perfetta

    la vita è troppo stretta ma
    ho un paio di trucchetti che tu non te ne accorga
    la vita è così bella che
    pare quasi inutile la nostra intelligenza

    ahi Messalina
    come dimentichi in fretta
    eppure io pensavo che tu
    avessi in serbo qualche mossa in più

    ahi Messalina
    come dimentichi in fretta
    eppure io pensavo che tu
    avessi in serbo qualche mossa in più

    io non so
    dove sarò domani
    però fingerò se poi mi mancheranno le tue mani

    ahi Messalina
    come dimentichi in fretta
    eppure io pensavo che tu
    avessi in serbo qualche mossa in più

     
         
     
    June 02

    ...

    Sera. Locanda Almayer. Stanza al primo piano, in fondo al corridoio. Scrittoio, lampada a petrolio, silenzio. Una vestaglia grigia con dentro Bartleboom. Due pantofole grigie con dentro i suoi piedi. Foglio bianco sullo scrittoio, penna e calamaio. Scrive, Bartleboom. Scrive.
     
    Mia adorata,
    sono arrivato al mare. Vi risparmio le fatiche e le miserie del viaggio: ciò che conta è che ora sono qui. La locanda è ospitale: semplice ma ospitale. E' sul colmo di una piccola collina, proprio davanti alla spiaggia. La sera si alza la marea e l'acqua arriva fin quasi sotto alla mia finestra. E' come stare su una nave. Vi piacerebbe.
    Io non sono mai stato su una nave. Domani inzierò i miei studi. Il posto mi sembra ideale. Non mi nascondo la difficoltà dell'impresa, ma Voi sapete - Voi sola, al mondo - quanto io sia determinato a portare a termine l'opera che è stata mia ambizione concepire e intraprendere in un giorno fausto di dodici anni fa. Mi sarà di conforto immaginarVi in salute e in letizia d'animo.
    Effettivamente non ci avevo mai pensato prima: ma davvero non sono mai stato su una nave.
    Nella solitudine di questo luogo appartato dal mondo, mi accompagna la certezza che non vorrete, nella lontananza smarrire il ricordo di colui che Vi ama e che sempre rimarrà il Vostro
    Ismael A. Ismael Bartleboom
     
    Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo.
    Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle
     
    - Ti aspettavo.
     
    Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo
     
    - Tu sei matto.
     
    E per sempre lo amerà.
     
     - Tratto da "Oceano mare" di Alessandro Baricco -
    May 04

    I 90 motivi per cui essere uomo :P :D

    Anche a me ogni tanto va di postare interventi un pò stupidi... ho letto questo su un blog e alcune cose mi hanno fatto morire (dalle risate)!! A bocca aperta Non se la prendano le donzelle... io non condivido tutto... quasi tutto Linguaccia
     
    I 90 MOTIVI PER CUI ESSERE UOMO..

    1. Le conversazioni telefoniche durano in media 30 secondi

    2. Le scene di nudo nei film sono praticamente sempre femminili

    3. Sai come funziona un'autovettura

    4. Una vacanza di 5 giorni necessita al massimo di uno zaino

    5. Il calcio ogni domenica

    6. Non devi eseguire dei monitoraggi sulla vita sessuale dei tuoi amici

    7. Le file per andare in bagno sono in media 80% più corte

    8. Riesci ad aprire i vasetti da solo

    9. Vecchi amici non ti rompono le palle se aumenti o diminuisci di peso

    10.Lavanderie e parrucchieri non ti spelano vivo

    11. Quando cambi canali, non devi fermarti ad ogni scena di qualcuno che piange per qualche motivo

    12. Il tuo culo non sarà mai un fattore chiave in un intervista

    13. Tutti i tuoi orgasmi sono veri

    14. La pancia gonfia dovuta al bere non ti rende invisibile al sesso opposto

    15. Non hai problemi se il W.C. pubblico e' senza la tavoletta

    16. Non devi trascinarti in giro una borsa piena di roba inutile

    17. Puoi andare in bagno senza un gruppo di sostegno

    18. Il tuo cognome resta uguale da sposato

    19. Puoi lasciare un letto d'albergo disfatto

    20. Quando viene criticato il tuo lavoro non pensi che i tuoi colleghi ti odino

    21. Puoi finire tutto il tuo cibo

    22. Il box auto e' tutto tuo

    23.N on ti becchi delle lodi extra per ogni più piccolo atto di intelligenza

    24. Nessuno si domanderà mai se "ingoi"

    25. Puoi farti la doccia ed essere pronto in meno di 10 minuti

    26. Il sesso significa non preoccuparsi mai della propria reputazione

    27. I piani del matrimonio si curano da soli (o qualcuno lo farà per te)

    28. Se qualcuno si dimentica di invitarti, lui o lei può ancora esserti amico

    29. Le tue mutande possono costare 5 euro per una confezione da tre

    30. Nessuno dei tuoi colleghi e amici ha il potere di farti piangere

    31. Non devi raderti più in giù del collo

    32. Non devi sdraiarti vicino ad un culo peloso ogni notte

    33. Se hai 34 anni e sei "single" nessuno ci fa caso

    34. Puoi scrivere il tuo nome nella neve

    35. Tutto sul tuo viso resta del suo colore originale

    36. Il cioccolato e' solo un altro spuntino

    37. Puoi diventare presidente della repubblica

    38. Puoi goderti un viaggio in macchina in silenzio sul sedile del passeggero

    39. I fiori rimedieranno a tutto

    40. Non devi mai preoccuparti dei sentimenti degli altri

    41. Pensi al sesso 90% delle tue ore trascorse da sveglio

    42. Puoi indossare una maglietta bianca in un parco acquatico

    43. Tre paia di scarpe sono più che sufficienti

    44. Puoi mangiarti una banana in un negozio di ferramenta

    45. Puoi dire qualsiasi cosa e non preoccuparti di cosa pensano le persone

    46. I preliminari sono optional

    47. Micheal Bolton non vive nel tuo universo

    48. Nessuno smetterà di raccontare una bella barzelletta sporca quando entri nella stanza

    49. Puoi strapparti la maglietta in una giornata afosa

    50. Non devi rimettere in ordine l'appartamento se arriva un tecnico per leggere i contatori

    51. Non ti senti mai obbligato a fermare un amico dal farsi una sana scopata

    52. I meccanici d'auto ti dicono la verità

    53. Non te ne frega un cappero se nessuno se ne accorge del tuo nuovo taglio di capelli

    54. Puoi guardare un programma televisivo con un amico in perfetto silenzio senza pensare "E' incazzato con me"

    55. Non interpreti mai male le frasi innocenti che velano il fatto che il tuo amante sta per mollarti

    56. Non ti alzi mai di scatto per prendere a sberle le cose

    57. La cera calda non arriva mai vicino alla tua zona pubica

    58. Hai uno stesso stato d'animo, sempre!

    59. Puoi ammirare Clint Eastwood senza morire di fame per avere qualche somiglianza

    60. Non devi mai tirare dritto davanti ad una stazione di servizio perchè "fa schifo"

    61. Conosci almeno venti modi per aprire una bottiglia di birra

    62. Puoi sederti con le gambe divaricate non fa niente cosa indossi

    63. Stesso lavoro....più soldi

    64. Capelli bianchi e rughe rendono interessanti

    65. Non devi lasciare la stanza per fare degli interventi d'urgenza al cavallo

    66. Vestito nuziale 5.000 euro; abito da sposo 500 euro

    67. Non te ne frega niente se ti parlano alle spalle

    68. Con 400 milioni di spermatozoi per colpo, potresti raddoppiare da solo la popolazione terrestre in 15 volte, almeno in teoria

    69. Non devi guardare voglioso il dessert degli altri

    70. La gente non sbircia il tuo torace mentre ti parla

    71. Puoi andare da un amico senza portare un piccolo dono

    72. Feste d'addio al celibato sotterrano quelle della futura sposa

    73. Hai una relazione normale e sana con tua madre

    74. Puoi comperare preservativi senza che il negoziante ti immagini nudo

    75. Non devi fare finta di avere bisogno di darti una "rinfrescata" per andare in bagno

    76. Se ti dimentichi di telefonare a un amico, quello non andrà in giro a dire che "sei cambiato", e che "sei diverso"

    77. Un giorno sarai un vecchio porco!

    78. Puoi rendere razionale qualsiasi comportamento con un utilissimo "vaffanculo"

    79. Se un altro ragazzo arriva ad una festa vestito come te, potresti diventare il suo miglior amico

    80. Un bel rutto. E' quasi atteso di tanto in tanto

    81. Non devi mai perdere una opportunità sessuale perchè "non te la senti"

    82. Pensi che l'idea di calciare un cagnetto rompiballe sia divertente

    83. Se qualcosa di meccanico non ha funzionato, gli puoi dare una martellata e lanciarlo attraverso la stanza

    84. Le scarpe nuove non ti tagliano, non ti fanno venire le vesciche o deformano i piedi

    85. I film porno sono stati ideati ragionando precisamente come ragioni tu

    86. Non devi ricordare i compleanni oppure gli anniversari di tutti

    87. Se una persona non ti piace non vuol dire che non ci puoi fare una bella scopata

    88. Puoi stare tranquillo che i tuoi amici non ti incastreranno mai con un "noti qualcosa di diverso"

    89. Miss Italia

    90. C'è sempre una partita trasmessa da qualche parte
    December 23

    Auguri a tutti... e fanculo ad personas

    Chissà perché si ha sempre la presunzione che i propri interventi siano interessanti… e spesso si snobbano quelli altrui pensando “ma questo che ha scritto? Cioè, ma che lo ha scritto a fare?”.  Beh, stavolta sto pensando esattamente queste cose su quello che sto per scrivere prima di scriverlo:  l’una passata, silenzio tombale, una finestra di Microsoft Word aperta sul desktop del pc che illumina tutta la stanza e io che scrivo quello che state leggendo non sapendo se lo pubblicherò o meno… se cederò anche stavolta oppure se dimostrerò un po’ di maturità e di dignità decidendo di stare zitto… se manterrò la promessa che ho fatto a me stesso e cioè che sarei cambiato o se la romperò dopo neanche tre settimane… Che promessa? Si  suol dire “anno nuovo, vita nuova”…  avevo deciso che da ora in poi non avrei mostrato\dimostrato nessun dubbio, nessuna incertezza “adolescenziale”, che, di conseguenza, non avrei più fatto,  né scritto, discorsi come quello che sto facendo… perché si deve crescere, perché non serve a nulla, perché inevitabilmente si finisce per sembrare patetici o, all’opposto, presuntuosi,  ma sempre e comunque noiosi, ripetitivi e… infantili, sì, infantili rende benissimo l’idea. Se leggerete queste parole significa che… inizierò dal primo gennaio!! Linguaccia Dal primo gennaio ritroverò la mia vecchia e rasserenante compostezza, freddezza, il mio cinismo, la mia “razionalità” (il bello è che già adesso dite che sono troppo razionale, immagino fra un po’!) tutto quello che io avevo e avevo imparato e che… quest’anno sembra avere cancellato.

     Quest’anno... mamma mia… che anno di m****!!!! Davvero, se potessi, cancellerei avvenimenti e comportamenti dal primo gennaio 2007 a oggi, 23 dicembre, tutte le persone, tutte le parole, tutte le azioni, tutti i momenti belli e ovviamente… i momenti brutti. Ci sono le dovute eccezioni, ma non c’è bisogno che le faccia chiaramente: chi conosce il mio affetto si tirerà fuori da solo… chi si sta chiedendo “cancellerebbe anche me?”, invece, si dia senza alcuna esitazione una fantastica risposta affermativa perché significa che sa di aver contribuito commissivamente o omissivamente a rendere quest’anno un incubo ed ha quella che si dice “coda di paglia”… eheh, so già esattamente cosa penserà ognuno di voi quando leggerà (o se potesse leggere ;)) e vi confesso che la cosa mi diverte non poco! So già che reazioni avranno (o avrebbero) le persone che si sentiranno chiamate in causa, so già che si incazzeranno, che penseranno che sono uno stronzo… okok, avete perfettamente ragione, ma ho precisato sin da subito che avrei fatto meglio a stare zitto, mi dispiace! Dico solo quello che penso, cioè, che sento… perché vi posso giurare che nonostante il tono leggermente divertito di questo intervento, sto scrivendo col cuore in gola e le lacrime agli occhi… in realtà non sapevo se presentare questa situazione con melodrammatica partecipazione (per suscitare pena in voi lettori) oppure con altezzoso sprezzo della stessa (per ripicca nei confronti di chi mi ha fatto del male)… ho scelto una via di mezzo per evitare di rendermi troppo ridicolo! Linguaccia “Est modus in rebus”, no? Eheh! A bocca aperta

    Perché cancellare tutto, anche i bei ricordi? Per due motivi: perché anche i bei momenti sono allo stesso tempo “figli” e “padri” di grandissimi, enormi, giganteschi errori e  s o p r a t t u t t o perché “il ricordo non consola”, come dice una bella canzone di Battisti. Quanto fa male ricordare le cose belle, soprattutto poi quando…  incominci a pensare che non abbiano avuto nessun valore neanche nell’istante stesso in cui sono accadute! Quando capisci che ti sei illuso o che ti han fatto illudere… quando capisci, o comunque sospetti, che sei stato preso in giro! Ricordi le parole, gli sguardi, l’intimità, la confidenza  e vedi che non solo non è rimasto nulla… ma che addirittura i diretti interessati fanno finta di nulla, la loro vita va avanti senza di te senza alcun problema… “tutti sono importanti, nessuno è indispensabile”, mi si dirà. E’ vero, non c’è niente di più vero, adesso lo so, prima lo pensavo soltanto A bocca aperta… è solo che, sapete come succede, uno ritiene “speciale” una persona anche perché crede che quella persona non applichi questa regola, o almeno non la applichi nei tuoi confronti… invece non è così! Pensate un po’, quest’anno quattro e dico quattro persone che mi avevano detto “sei un vero amico”(4) o addirittura “sei il mio primo vero amico”(2) sono uscite dalla mia vita e\o si sono trovate un altro amico a cui probabilmente diranno “sei il mio primo vero amico,sei speeeciaaaaleeeeeee” (eheh, mi viene da piangere, giuro… non c’è niente di peggio che sentirsi sostituibili e facilmente “intercambiabili" da chi diceva di volerti bene)… cavolo, o sono io che sono sfortunato o le cose in questo mondo funzionano proprio male! Inutile dire che ci rimango sempre più di merda, inutile dire che la stragrande maggioranza delle persone apre la bocca e dice cose “solo per far rumore” (grazie Elisa), inutile dire che se vuoi un rapporto autentico con qualcuno meglio che prendi i voti e lo instauri con Nostro Signore, facile capire perché questo mondo mi va strettino ma nonostante questo decida di giocare secondo nuove regole, come dicevo all’inizio. No perché mi sento sempre più fesso, ogni giorno che passa mi sento davvero un cretino, non sto scherzando!! E finalmente potrò applicare anche un consiglio che una ormai cara amica mi ha dato qualche tempo fa “ricordati che la ricchezza piu grande è solitamente dentro noi stessi ,ovunque la vita ti possa portare nn potrai mai sentire la mancanza di qualcosa ...chi non riesce a vedere questa ricchezza,pazienza,vorrà dire che è troppo cieco o troppo distratto....devi sorridere perchè la piu grande forza è proprio dentro di te,cm dentro ad ognuno.” Troppo saggia questa Annarita (ti ho citata insieme ad Orazio, Battisti e ad Elisa, sentiti come minimo profondamente onorata!) A bocca aperta!

    “Quindi? Ora che vuoi? Possibile che ripeti sempre le stesse cose?” starete pensando, anzi, penso che penserei io se fossi al vostro posto (sono più contorto del solito, I know)… niente, in realtà volevo mandare solo a cagare chi mi ha distrutto e fatto a pezzi il cuore, tutto qui! Ricordatevi che vi ho voluto – e forse vi voglio, chissà - immensamente bene e  proprio per questo dovreste (il condizionale è d’obbligo) sentirvi una “merdaccia” (mancava solo la citazione fantozziana, eheh)! Ergo… buon Natale e buon anno a tutti… tranne a voi! No dai, anche a voi… in fondo sono un signore! Beccatevi anche il Liga, visto che vi trovate (è solo per voi)! AUGUURIIIII!!!!

     

    (premete PLAY se volete anche sentirla)

          

     


    Ho avuto giorni migliori
    ma casco in piedi
    e tu ne sei fuori
    è come un nuovo sapore
    che mi fa ingordo
    e senza ingrassare
    resta lì dove sei
    dove ti tengono
    resta lì dove sai
    dove ti dico
    tu non fai più male
    non ci contare
    non fai più male
    sappi che
    tu non fai più male
    devi sapere
    che non fai più male
    ho preso le mie misure
    sei anni luce da quella che eri
    è un po' che ti ho chiusa fuori
    acqua che passa
    piova o non piova
    resta lì dove sei dove non si sente
    resta lì dove sai dove ti dico
    tu non fai più male
    non ci contare
    non fai più male
    sappi che
    tu non fai più male devi sapere
    che non fai più male

    November 04

    Quello che ti direi... se solo servisse a qualcosa

    Scrivo quello che sto per scrivere soltanto perché dato che deve esserci una fine, voglio fotografare con lucidità questa situazione per poi archiviarla per sempre, una volta per tutte, nel novero dei brutti ricordi, a prescindere da qualsiasi altra cattiveria su di me dirai ai miei amici o più generalmente in giro. Perché tanto qualsiasi cosa possa dirti adesso non smetterai di pensare che io sono un pazzo nevrotico che ti vuole male e che rode di invidia fino all’osso. Questo pensi, questo ti fa pensare chi ti sta accanto e questo puoi continuare a pensare, che mi importa? Il Salvatore che pensavamo di conoscere non è mai esistito. Stava con noi solo perché eravamo compagni di classe e per convenienza. Punto.

    Iniziamo da quello che hai fatto.... sono ormai due anni che ti sei fidanzato, e quando è successo pensavo che avessi trovato una persona perfetta per te... ero felice (a questo punto non lo direi se non fosse vero, puoi tranquillamente evitare di pensare che io sia invidioso del tuo fidanzamento, come sicuramente avrai fatto o fai) per te perché, dopo tutto quello che hai passato, ti meritavi un pò di felicità, felicità che solo un amore può donarti. Ed ero seriamente convinto che Sabrina avrebbe saputo renderti felice... oddio, probabilmente tu pensi che lei l'abbia fatto, quindi... meglio che io stia zitto a riguardo. In realtà, cosa è successo? Tu ti sei allontanato da noi, cosa che era NORMALISSIMA.... era ed è normale ma fino ad un certo punto. L'estate scorsa abbiamo tentato di farti capire che eravamo dispiaciuti perché sentivamo che ti stavamo perdendo e tu sembravi anche avere capito.... ti ricordi che tu, che adesso ti permetti di darmi del pazzo, chiamavi pazza lei all'epoca? Sono sicuro che te lo ricordi, come sono sicuro del fatto che pensi, ADESSO, che lei avesse ragione, che io e Liana siamo malvagi manipolatori che ti volevano tenere come loro schiavetto, pervasi da una folle gelosia nei confronti di Sabrina. Idea che quella pessima persona che ti trovi accanto ti ha inculcato mano mano. Mi permetto di definirla pessima (non lo farei altrimenti, io so quanto le vuoi bene e sia fondamentale per te) soltanto perché, una persona che non mi conosce e che io ho sempre trattato con il massimo rispetto, anche quando ha fatto emerite cazzate, come la sparata sotto il portone di Liana, che si permette adesso di fermare un mio amico e di dire "Ugo non mi è mai sembrato normale, l'ho sempre visto geloso di Salvatore. E' pazzo", per me non merita niente, forse solo di essere definita pessima, appunto. Dove vivo io (ma voi vivete nel mondo dorato di SalvoSabriLand, giusto) parlare ALLE SPALLE di una persona che non si conosce bene e di affari nei quali, poi, uno non c'entra niente è quantomeno da persone insulse… e senza un minimo di onestà, oltretutto. Evidentemente, caro Salvatore, ormai non sai mettere insieme un pensiero o un discorso, senza l'ausilio del tuo avvocato difensore Sabrina. Mi dispiace perché una persona che, come te, esige rispetto DA ME, non dovrebbe permettere a una bambina di intromettersi in affari che non sono suoi e di parlare male di un tuo amico, che lei non conosce PER NIENTE. Ma tu non sai nemmeno di cosa parli quando pronunci la parola “rispetto”. Secondo te è segno di rispetto fare un tuo amico una pezza ALLE SPALLE con persone che, tra l’atro, tu stesso riempivi e riempi continuamente di merda come Federica e Gallotti? Ti sembra rispettoso definirmi pazzo (eheh, e poi sei ridicolo, a Gianluca dici che sono pazzo perché “tu non hai mai parlato male di me”, e poi i pomeriggio stesso lo ammetti via sms, ahahahah!!!!)? Ti sembra corretto dire che io ho “tentato di picchiarti”? Eheh, dai… qualsiasi persona che ha sentito ‘sta cosa e che mi conosce un minimo si è fatto una risata, cioè, HA RISO DI TE, intendiamoci! Ti sembra intelligente (perché qui tocchiamo i limiti della demenza, purtroppo non te ne rendi conto) dire che io “sono il confessore di tutti”, che “io voglio che tutti si confidino con me” e che i miei (non più tuoi) amici sono tutti delle pecore”? No perché, oltre al fatto che palesemente non è così, altrimenti staresti dando del “deficiente” a una LUNGHISSIMA lista di persone (sai com’è, io una vita sociale ce l’ho, al contrario di te), ammesso che pure fosse vero… a te che cazzo te ne fotte (scusa la brutalità)? Non è che per caso l’invidioso sei e sei sempre stato tu? Che ci posso fare io se le persone mi ritengono una ragazzo tutto sommato intelligente e sensibile (ovvero, come hai detto tu “mi mettono su un piedistallo”… marò quanto sei patetico…) tanto da confidarsi con me? Io non ho mai cercato queste confidenze, di certo non fermo la gente in mezzo alla strada e dico “confidati con me per favore!”. Se interpellato, e sottolineo se,  mi permetto di esprimere pareri strettamente personali e sicuramente spesso sbagliatissimi sulle cose che le gente mi racconta di sé. C’è qualcosa di male in questo? Hai qualche problema? Ti rendi ancora più patetico, perché tu stai facendo tutta questa storia proprio perché il tuo “confessore”, come dici tu, non ti ha chiamato per due mesi. Che c’è? Come mai, non ti da fastidio parlare con un pettegolo ammontato e invidioso come me? E’ strano, sai… tra quello che fai e quello che dici c’è una contraddizione evidente. Forse finalmente è venuta fuori non la mia, bensì la tua rabbia e la tua invidia repressa nei miei confronti. Il fatto che tu parli di “scendere dal piedistallo”, di “confessore” e di presunte “pecore”, della mia molto più che presunta invidia nei confronti del tuo andamento all’università, ne sono sintomi palesi. Questo fatto dell’invidia che proverei nei tuoi confronti, poi, dimostra quanto sei stupido e immaturo. Secondo te stiamo ancora in prima elementare per cui dobbiamo valutarci come persone con i risultati scolastici, oppure stiamo all’università e ormai dobbiamo farlo secondo i criteri della correttezza e del rispetto reciproco? Bada bene, non sto dicendo che non me ne frega nulla dei tuoi bei voti: io ti stimo e ti ammiro tantissimo anche per questi. Io ti ammiro, perché hai trovato dei risultati e un metodo da cui io forse sono ancora lontano anni luce. Davvero, ti ammiro. Ma l’ammirazione è una cosa e l’invidia è un’altra cosa. Una persona invidiosa avrebbe parlato male di te alle spalle, cosa che io non ha mai fatto, anzi, ti sfido a trovare una persona che possa affermare il contrario. Una persona invidiosa non ti avrebbe chiamato in lacrime il giorno dopo il suo primo esame (andato male) per essere consolato, perché ti avrebbe visto come un nemico. Ma tu queste cose non le capisci, sei un bambino ancora più bambino di Agostino. E sai perché? Perché ti lasci manipolare da quella maniaca ossessiva (con questa definizione ricambio il suo “pazzo”, nulla di più) che è la tua ragazza: almeno Agostino sbaglia con la sua testa, tu una tua testa non ce l’hai, o meglio, pensi di avercela ma non è così. La prova che quello che dico è tutto vero? La prova inconfutabile? Eccotela qui: io e te stiamo appiccicati, ok? IO e TE, capisci? Ebbene, un bel giorno incontri Gianluca (che tra l’altro hai il coraggio di fermare perché sei consapevole di parlare con un babbo che non ti manda a fanculo, come avrebbe fatto qualsiasi altro cristiano con un minimo di dignità e di sale in zucca), e dopo avermi riempito di merda, dopo aver riempito di merda ME che sono, insieme a te, uno dei due soggetti protagonisti del litigio, che fai? Indovina indovinello, tiri in ballo chi proprio non c’azzecca un cazzo con questa storia, e cioè Liana. La tiri in ballo, la fai una pezza per un altro film in testa che ti sei fatto, insieme a tuo fratello stavolta (sai benissimo che è un film in testa perché sai benissimo che Liana tuo fratello non se lo fila neanche di striscio), e poi all’improvviso non la saluti nemmeno più per strada, quando sembrava che almeno aveste salvato le apparenze. Perché fai tutto ciò? O perché sei mongoloide o perché sei manipolato da qualche altra persona che da tempo ce l’ha con Liana. Da qui non si scappa, queste sono le possibilità. Sei mongoloide o Sabrina ti manipola? Probabilmente tutte e due le cose: sei mongoloide perché ti fai manipolare da Sabrina.

    Veniamo adesso a quelle che sarebbero le mie colpe: tu mi accusi di “averti attaccato il telefono in faccia” e di “non averti chiamato per due mesi”. La prima cosa è un’altra delle tue cazzate, perché io ti ho detto chiaramente “non posso parlare” (sai com’è, ero nel bel mezzo di una cazziata paterna) e ho abbassato la cornetta dopo la tua risposta, tutto qui. La seconda cosa è la verità, non posso negarlo, ma ti sei chiesto il perché? L’unica spiegazione che il tuo cervello atrofizzato dalla manipolazione della tua Sabri riesce a darti è che io sia impazzito per la troppa invidia nei tuoi confronti? Sei ridicolo, oltre che insensibile ed egocentricamente egoista. Se ben ti ricordi qualche giorno prima della famosa telefonata, avevamo parlato e io, che avevo il giorno stesso avuto un bel palo da chi sai tu, ti avevo chiesto se potevamo vederci per parlarne… sai, tra amici si fa così, ci si aiuta nei momenti più difficili. Ma che stupido! Questa regola per te non vale, solo tu hai il diritto di stare male e di essere consolato, infatti la tua risposta è stata: “eeeeeeh, ma che ne parliamo a fare, io te l’avevo detto che quella è una stronza! E poi che dobbiamo fare? Dobbiamo scendere solo io e te?”. Dopodichè hai iniziato a chiedermi della personalità giuridica come se ti avessi appena detto che la mattina ero andato a raccogliere le margheritine in un prato in fiore. Hai dato a tutta la faccenda e al mio stato d’animo circa questo livello di importanza. Ma braaavo. Bravo. Così si fa. E secondo te, poi, io stavo male e mi divertivo a chiamare te che minimizzavi la cosa e te ne strafottevi? Secondo te avevo piacere a fare una cosa del genere? SEI UNO STUPIDO. Il bello è che io mi aspettavo questo tipo di comportamento da parte tua, ho sempre saputo che pensi solo ed esclusivamente ai cazzi tuoi, sei sempre stato così. Infatti non me l’ero presa, sapevo che difficilmente avresti potuto capire. Mi sono arrabbiato e ho deciso che non ti avrei più chiamato quando, una settimana dopo la telefonata, mi hai incontrato lungo Via Marconi (io ero con Fabio che mi è testimone) e mi hai salutato a stento, con la faccia incazzata e l’aria da sufficienza che ormai assumi in ogni occasione e con chiunque (a proposito, sappi che, proprio per questa “aria da grand’uomo” che ti dai,  gran parte dei tuoi vecchi compagni di classe, anche quelli di cui eri “amico” adesso ti schifano a morte. Non faccio i nomi perché non autorizzato da loro, ma sappi che è così. Tanto a te che te ne fotte, giusto? Sono tutti una massa di mongoloidi, giusto? Giusto, sono parole tue.). A quel punto mi sono detto: “ma stiamo scherzando? Cioè io non solo lo capisco e non gli faccio pesare il fatto che è un pessimo amico, poi mi devo pure giustificare con lui?”… mi sembra che il mio discorso non faccia una piega. Una volta tanto che ti chiedo aiuto, tu me lo neghi, e poi ti incazzi pure?

    Ma vergognati! Ma guarda che schifo hai creato e stai continuando a creare con i tuoi comportamenti infantili, presuntuosi ed egoistici!

    Te lo ripeto per la terza ed ultima volta: guarda quante persone hai accanto, guarda quanti amici (amici, non conoscenti, non i ragazzi della chiesa che pure sputtanavi ogni due e tre) ti circondano, contali e renditi conto da solo che stai facendo terra bruciata attorno a te. NON HAI NESSUNO. SE SABRINA TI MOLLA, SEI PIU’ SOLO DI UN CANE. Numero amici di Sasino = 0. Questo è proprio quello che ti dimostra palesemente che stai sbagliando tutto, basterebbe dire solo questo e non aggiungere altro. Ripeti gli sessi errori per cui tu tanto criticavi tuo fratello e la mere. Ti auguro davvero di rimanere tutta la vita con Sabri tua, perché altrimenti ti devi solo sparare. Perché per due anni di fidanzamento hai completamente distrutto e cancellato i primi 17 anni della tua vita, hai allontanato i tuoi amici del liceo, quelli con i quali dovresti aver condiviso i momenti più importanti, più belli e più brutti della tua crescita… quelli che più potevano capirti e starti vicino, quelli che non avranno mai pari, per quanti nuovi amici tu possa farti in futuro. Quelli che si sentivano parte della tua famiglia, dopo tutto quello che purtroppo ti è successo, e dopo che hanno tentato di starti accanto in ogni maniera possibile. Tu adesso riderai di queste mie parole, non ti toccheranno minimamente e mi riterrai un povero pazzo, lo so… ma non fa niente, mi auguro soltanto per te che non arrivi mai il giorno in cui ti renderai conto di aver sbagliato tutto… perché noi non ci saremo. O almeno io non ci sarò, non c’è modo per rimediare a quello che hai fatto. Sarai solo… e allora… povero te…

     

     

    P.S. Ah, salutami tanto la tua ragazza e dille di scusarmi se in questo testo ho più volte “pronunciato il suo nome invano”, sai com’è, io ero rimasto al primo comandamento, non sapevo di avere adesso un altro Dio all’infuori di quello che onoro ogni giorno e ogni domenica in chiesa… non mi avevano avvisato della nuova ed onnipotente dea Sabrina… scusatemi tanto!